Sanzionato un uomo che tentava di far uscire irregolarmente dal porto delle piante importate dall’estero

2' di lettura 25/05/2024 - Il porto di Livorno è una infrastruttura strategica per il territorio, ove giungono imbarcazioni, persone e merci a livello nazionale e internazionale, con rotte anche intercontinentali. E l’attività della Guardia di Finanza, tramite il Gruppo di Livorno coordinato dal Comando Provinciale labronico, è sempre attenta a sviluppare ogni possibile alert di rischio per stroncare traffici illeciti e violazioni di qualsivoglia natura attesa la variegata e ampia portata delle funzioni e poteri di controllo: dall’antidroga, ai controlli valutari e fiscali-doganali, sino tutela dell’ambiente in virtù della cd. “Convenzione CITES” (Convention on International Trade of Endangered Species).

Giusto per una opportuna premessa illustrativa, è bene rammentare che con l’entrata in vigore del D.Lgs. nr. 177 del 2016 sono state attribuite alla Guardia di Finanza specifiche funzioni e competenze (prima in capo al Corpo Forestale dello Stato) per i controlli presso porti ed aeroporti in materia di commercio illegale di flora e fauna in via di estinzione tutelati dalla CITES. Quest’ultima è la convenzione internazionale sul commercio di flora e fauna a rischio di estinzione firmata a Washington il 3 marzo 1973; conta oggi 183 Stati aderenti ed è, in sostanza, finalizzata ad assicurare un commercio internazionale sostenibile di flora e fauna, in particolare quelle a rischio di estinzione, regolamentando import/export di animali e piante vive o morte, nonchè loro parti o prodotti derivati.

In tale ambito, nel corso dei consueti quotidiani controlli svolti in porto, i militari del Gruppo Livorno hanno individuato un contenitore, contenente delle piante soggette a tutela proveniente dal Ghana, che era praticamente già fuoriuscito indebitamente dal porto labronico senza che però fossero stati presentati i previsti documenti (richiesta d’intervento e notifica di importazione) e non osservando la procedura del caso. I militari hanno fermato il carico, approfondito la situazione e quindi provveduto a sanzionare amministrativamente il responsabile ai sensi della Legge 150/92 e del Regolamento comunitario 338/97, che prevede una sanzione amministrativa da 3.000,00 a 15.000,00 euro.

Dall’inizio dell’anno sono già diverse decine i controlli della specie effettuati dai finanzieri nel porto labronico, la maggior parte dei quali conclusi regolarmente. Ma vi sono stati anche casi, come quello sopra descritto, dove l’attività dei militari ha individuato violazioni, con le relative sanzioni del caso.

La tutela dell’ambiente, delle specie a rischio estinzione e della sostenibilità sono degli aspetti sempre più centrali nell’attività della Guardia di Finanza, anche in virtù delle specifiche competenze e normative di settore, cui verrà dato sempre maggior impulso e trasversalità, anche nell’ambito dello sviluppo delle attività tipiche di polizia economico-finanziaria.






Questo è un articolo pubblicato il 25-05-2024 alle 19:16 sul giornale del 27 maggio 2024 - 2 letture

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